Sport coaching per raggiungere l’eccellenza

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Ciao a tutti.

Eccoci qua per il primo articolo.

Il giorno 29, nella sezione news, è stata presentata la nuova rubrica del mental coaching. La news riportava alla pagina del mio sito personale (www.fabriziorotta.com) dove viene spiegato chi è un mental coach.

Oggi voglio entrare nello specifico e raccontarvi cosa faccio e a cosa serve la mia figura in ambito sport.
Quindi, vi starete chiedendo: “Cosa diavolo fa un mental coach in ambito sport?”.
La risposta è: aiuto gli atleti a raggiungere il loro massimo, che tecnicamente chiamiamo Peak Performance. Capiamo cose è di preciso.

Molti anni fa, per raggiungere il massimo della performance, si puntava esclusivamente sulla parte tecnico/tattica. Per questo c’erano, e ci sono tutt’ora, gli allenatori. Tutto il lavoro fatto in palestra era focalizzato su come migliorare il gesto tecnico e gli schemi di gioco.
Poi, ad un certo punto, la tecnica e gli schemi tattici hanno raggiunto il loro massimo, così si è cercato un altro elemento da sviluppare per migliorare le performance.
Secondo voi qual era?
Esatto!
La parte fisica.
Ecco quindi entrare in gioco la figura del preparatore atletico. Questo ha permesso che i giocatori diventassero più potenti e veloci e che l’investimento su di loro avesse un ritorno maggiore evitando infortuni e coinvolgendoli in sempre più ore di allenamento e di gioco.
Negli ultimi anni, tecnica/tattica e parte fisica sono arrivate al top. E’ vero che si cercano sempre nuovi schemi ed esercizi per migliorarsi, ma il dato reale è che – quando ci si allena costantemente – le performance in queste due aree aumentano via via sempre meno, fino a stabilizzarsi, perchè quando si tocca solo la parte fisica, prima o poi si incontrano i limiti della stessa!
Si è quindi deciso di analizzare un terzo elemento. La mente! Avete presente quando sentiamo dire di quell’atleta  “Aaaaah! Quello è un campione perchè ha la testa”, o ancora “Quello ha delle doti tecniche e fisiche incredibili. Peccato che è un cretino che non ha la testa”. Bene! Tutte queste frasi sono in parte vere. Nel senso che, per raggiungere il massimo della tua performance, hai bisogno della tua mente. Hai bisogno che la mente metta in atto tutti quei meccanismi che ti permettono di accedere alle risorse di cui hai bisogno.
Dicevo in parte vere, perchè a volte si crede che “o hai la testa o non ce l’hai”. La realtà è un’altra. La testa ce l’hanno tutti. Il discorso è che coloro che “hanno la testa” hanno anche la fortuna di utilizzare inconsapevolmente delle strategie mentali efficaci. Delle strategie mentali che gli permettono di fare bene un bagher o di non “spigolare” sul 24 pari (a quanti capita di andare in “pappa” sotto pressione?).

Quindi uno sport coach cosa fa? Come l’allenatore allena la tecnica e la tattica e il preparatore allena il fisico, uno Sport Coach allena la mente. O forse è meglio dire che da’ degli strumenti agli atleti per essere in grado di fare del loro meglio sempre, in ogni momento e in ogni circostanza. Anche in quei momenti di pressione. In quei momenti dove, pur avendo battuto divinamente per tutta la partita, ad un certo punto ti dici “e se sbaglio?” … secondo voi questa è una strategia mentale utile? Assolutamente no.
E, sempre secondo voi, è possibile essere in grado di gestire il proprio dialogo interno evitando di dirsi “e se sbaglio”? Si E’ possibile, eccome.

Grazie allo Sport Coaching e quindi all’aiuto di un coach, ogni atleta, indistintamente dal livello, può imparare a:


– Gestire le proprie emozioni in gara e in allenamento.
– Entrare facilmente nello stato di flow, più comunemente conosciuto come “trance agonistica”
– Gestire i momenti di pressione
– Migliorare focus e concentrazione
– Superare limitazione auto-imposte

– e… anche imparare a comunicare in modo efficace con compagni e allenatori.


Questo è quello che può fare un coach con un atleta come te. Logicamente e come spesso mi capita, un coach lavora anche con il team e lo staff tecnico per migliorare la comunicazione, il clima e la coesione.

Ora vi dico la cosa più importante di tutte. Mi raccomando prendete carta e penna. Fate spazio nella vostra mente e segnatela indelebilmente. Siete pronti?
Un coach ti da gli strumenti per raggiungere la tua eccellenza. Ripeto: tua. Ognuno di noi ha dei limiti oggettivi tecnici e fisici e oltre a quelli non può andare. Altrimenti basterebbe un mental coach per diventare forti come il “vecchio” Giba o lo Zaytsev della situazione.


Nei prossimi articoli vi racconterò tante cose molto interessanti. Vi parlerò delle tecniche attuate durante le mie sessioni di coaching con campioni di volley (e non), così che anche voi possiate iniziare a metterle in pratica durante i vostri allenamenti e partite.

Mi piacerebbe però fare una cosa. Mi piacerebbe aprire una vera e propria rubrica. Ricordate il giornaletto “Cioè”, negli anni 90? Ecco, una cosa simile, tipo: “Ciao, sono Marta. E’ vero che se bacio il mio ragazzo rimango incinta?”. :-) No, dai, scherzo! Mi piacerebbe che pensaste a quali sono quelle cose che non riuscite a fare in palestra. Che siate allenatori o giocatori.
Qual è quella cosa che a volte (o spesso) non riuscite a fare e capite che è solo una questione mentale e non un limite tecnico o fisico?

Allora d’accordo. Aspetto le vostre mail.

Nel frattempo vi ringrazio e vi lascio un po’ di link utili.
www.fabriziorotta.com dove potete trovare tutti i miei contatti e la mail alla quale scrivermi (info@fabriziorotta.com).
www.verypersonalconsulting.com il gruppo dei miei colleghi e amici coach. Potete trovare news e articoli interessanti in merito al coaching applicato anche alle aree life e business.

Un abbraccio.
Fabrizio.

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