Volley interviste, Fezzi: “Lecco nel destino: ci sono nata e mio papà ha giocato nella Picco”

Cindy Lee Fezzi rappresenta un talento che Lecco spera esploda in maglia biancorossa. Classe 1997 di Argegno, un paesino di solo 667 abitanti in provincia di Como, è nata a Lecco e ha iniziato a giocare a pallavolo solo nel 2012.

«Prima ho sempre fatto ginnastica artistica, arrivando anche a disputare gare nazionali. Tutte le persone intorno a me mi dicevano che dovevo giocare a pallavolo». Più di 180 centimetri con la ginnastica stonano ma Cindy se ne è accorta con il tempo: «Quando tutti hanno smesso di dirmi cosa fare, ho deciso di provare a giocare a pallavolo». Ed è stato amore a prima vista. Il primo allenamento a Olgiate Comasco, sotto la guida Ombretta Cimetti. Poi l’occasione di Orago: «Ho fatto molti camp e in quello della società varesina Beppe Bosetti e Franca Bardelli mi hanno chiesto di giocare con loro. Anche se nello stesso anno avevo la maturità non ho potuto dire di no».

Cinque allenamenti a settimana, circa 30 minuti di strada per andare a giocare a Orago: «Fino a quando non ho preso la patente sono stati i miei genitori a accompagnarmi». Un anno duro, ma Cindy lo racconta tutto di un fiato, con energia e soddisfazione: «Mi ricordo ancora che ho saltato l’ultimo giorno di scuola per giocare le finali nazionali a Crotone.  Sono tornata in Lombardia solo due giorni prima degli esami di maturità». Nonostante tutto un bel 80 per lei, maturanda al liceo scientifico di Como. Poi è arrivata la chiamata dell’Olbia serie A2. Sotto le cure di Ivan Iosi, cambia ruolo e diventa ricettore dopo aver sempre fatto l’opposto: «Ho giocato poco ma Ivan mi ha insegnato con pazienza molte cose». La scelta di Cerea, serie B1, per giocare di più: «Non ho trovato un ambiente sereno e quindi a metà stagione mi sono trasferita a Udine, sempre in B1, allenata da Jacopo Cuttini. E’ stata una grande soddisfazione: ci siamo salvati con una giornata di anticipo, tutti ci davano per spacciati». Lecco un progetto scelto da tempo nonostante l’ufficialità sia arrivata solo pochi giorni fa: «Ho scelto Lecco perché spero, grazie all’esperienza di Milano, di lavorare molto, in un gruppo unito. Da parte mia cercherò di essere più furba sul campo».

In fondo un po’ di biancorosso Cindy lo ha già nel Dna: «I miei nonni paterni sono di Lecco e mio papà Guido, oltre ad aver fatto canoa, ha giocato per un anno alla Picco Lecco».  Cindy Lee e Picco Lecco un incontro che il destino aveva già fissato.

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