Volley mercato serie Cf, Gritti: “Difficile lasciare Mandello ma..”

Finisce l’era Fabio Gritti a Mandello.
Tre anni fantastici – racconta l’allenatore bluarancio – ma credo sia arrivato il momento di lasciare e non perché abbia altre proposte. I cicli iniziano e finiscono, e per me non poteva finire meglio di cosi, perché ho vissuto tre anni davvero bellissimi. La dirigenza, oltre ad essere di qualità, è anche composta da amici: mi hanno sempre capito. Per questo a tutti devo un grossissimo grazie.
Tre anni e una crescita continua. La promozione dalla serie D alla C. Il primo anno nella serie regionale con un girone di ritorno in crescendo e infine l’avventura chiusa quest’anno con il secondo posto in campionato e l’approdo ai play off, in cui però non è arrivata la promozione. I motivi dell’addio?
E’ da qualche tempo che penso di non poter dare nuovi stimoli. Sono convinto che con un altro allenatore e un altro staff tecnico il gruppo e il movimento possa ulteriormente crescere e ottenere altri bellissimi risultati anche se ritengo difficile la serie B2.
Mandello ha sempre aggiunto qualche tassello allo zoccolo duro.
Quest’anno il risultato è stato al di sopra di ogni aspettativa. Il gruppo ogni estate ha subito piccoli cambiamenti in pochi elementi, ma la base è sempre stata la stessa. E’ stato fantastico passare questi 3 anni  insieme in un contesto, quello di Mandello, che ti fa sentire a casa già al parcheggio, scendendo dalla macchina. Un gruppo fantastico con cui ho condiviso spazi, gioie e obiettivi, sempre con il sorriso e con una tranquillità che appartiene al dna di questa società. Le ragazze spesso mi hanno dimostrato di superare qualsiasi ostacolo, qualsiasi altezza di asticella, e sempre con il sorriso! Grazie a loro penso di essere migliorato. Ora effettuerò gli allenamenti in questi giorni sino all’arrivo del nuovo staff. Non è un addio, può essere un arrivederci.
Il traguardo più bello?
Partire con delle giocatrici che non avevo mai allenato e crescere assieme.
Il momento più difficile?
Decidere che era il momento di dividermi.
Il segreto della squadra?
Loro stesse, capaci di accettare limiti e pregi.
Il vostro palazzetto è un un fortino.
Sì, le sconfitte sono state poche grazie anche a un pubblico fantastico che ci ha sempre supportato con un tifo caloroso.

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