Volley, Riva: “La serie A con Cantù? Un sogno”

La serie A? Un sogno. Già dalle prime “spigolate” in ricezione il mio obiettivo massimo era quello di poter giocare in serie C.
Matteo Riva, lecchese classe 1990, quando ha iniziato a giocare a pallavolo cedendo alle insistenti pressioni di papà Antonello, mai avrebbe pensato di poter giocare titolare nella Libertas Cantù.
Adesso spigolo in serie A.
Una scalata prorompente la sua. A Cisano prende il volo: giovanili, Serie C, B2, B1. Poi la prima chiamata di Cantù, in A2. Un anno di panchina poi il ritorno a Cisano in B2, ora di nuovo Cantù. I segreti?
Grande spirito di sacrificio, grande passione, il coraggio di rischiare quando si presentano delle opportunità e, naturalmente, un po’ di fortuna. Ma un aspetto non deve mai mancare: mai sentirsi appagato. Più impari e più scopri quanto ancora c’è da conoscere.
Cantù è una seconda casa per uno studente universitario e un giocatore semiprofessionista.
Sono ancora residente a Lecco ma dovendo fare due allenamenti al giorno e viaggiare, gli incontri di campionato mi permettono di girare l’Italia, molte volte mi fermo a Cantù a dormire.
Una vita sempre di corsa ma condita da tanto entusiasmo e gioia.
Complicata e difficile? Non credo. Sono molto contento di aver avuto l’opportunità di poter vivere questa bellissima esperienza e, se non fosse per gli impegni universitari, mi godrei davvero questa vita.
Perchè sei tornato alla Libertas?
Ho scelto Cantù perchè presidente e staff mi hanno parlato di un progetto di ringiovanimento del roster con la possibilità di giocare accanto a un compagno di reparto di grande talento come Richards, nazionale australiano che ha già disputato World League e Asian Cup. Sapevo che avrei dovuto sfidare Roberto Cominetti, attualmente giocatore della nazionale Under 21, per il posto da titolare.
Matteo è sempre andato in doppia cifra negli incontri giocati tranne in 3 occasioni: 18 il numero massimo di punti messi a segno in un solo incontro, 60 per cento la percentuale di attacco più prolifica.
Siamo partiti molto molto bene nelle prime giornate ma abbiamo successivamente avuto qualche battuta d’arresto. Purtroppo talvolta paghiamo il prezzo di avere una formazione giovane e, come nel mio caso, qualche giocatore alla prima esperienza da titolare in serie A.
Volley, una grande passione.
Come mi vedo fra 5 anni? Spero di aver ancora le energie per giocare e lottare sotto rete su ogni palla, in questo sport meraviglioso che è la pallavolo: probabilmente in qualche categoria più in basso.

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