Volley: Cattaneo parte la sfida

Territorio, programmazione, impianti: tre parole chiave del programma elettorale di Bruno Cattaneo, che oggi ha presentato la propria candidatura a Presidente della Federazione Italiana Pallavolo, in vista dell’Assemblea elettiva in programma a Rimini il prossimo 26 febbraio.

L’attuale vicepresidente della Fipav ha riassunto in breve, davanti a una folta platea di giornalisti e addetti ai lavori, i punti cardine della sua proposta e le motivazioni che lo hanno spinto a candidarsi alla massima carica della pallavolo italiana, dopo 20 anni da Consigliere Federale e 4 nel ruolo di Vicepresidente.

Parto dal presupposto che la FIPAV, in questi anni, ha fatto un grande passo in avanti, con l’aiuto di tutti. Oggi siamo arrivati a essere la prima Federazione italiana dopo il calcio, e lo dico con grande orgoglio per quello che abbiamo saputo fare tutti insieme, pur avendo opinioni e concezioni diverse. All’ottenimento di questo risultato hanno contribuito tutti i dirigenti del territorio, e mi piace parlarne perché la pallavolo è riuscita a radicarsi in tutte le regioni italiane, malgrado le differenze economiche e sociali. Questo radicamento è un patrimonio che non va disperso: l’attuale assetto territoriale deve essere mantenuto e deve tenere conto anche del ruolo delle società, che sono il tessuto connettivo della Federazione. La ricerca di confronto e coordinamento con il territorio è prioritaria, ma ultimamente si sono fatte scelte diverse che hanno sottovalutato questo aspetto.

In questo senso, per Cattaneo, una delle priorità è la riforma del sistema legislativo.

Nel nostro paese, purtroppo, la cultura sportiva è molto carente e la politica dorme. L’unica norma esistente nel nostro settore, la legge 91, è sicuramente invecchiata e non tiene conto della realtà attuale: la Fipav non vi ha mai aderito, ma è inutile nasconderci che viviamo in una sorta di equivoco, mescolando elementi di dilettantismo ad altri di professionismo. Occorre una legge quadro, serve che il potere legislativo fissi i limiti dello sport come attività prevalentemente ludica e sociale, da una parte, e come professione, dall’altra. Dobbiamo tutelare gli operatori dello sport, che oggi lavorano nella più totale incertezza e avrebbero invece bisogno di un tessuto normativo chiaro per esercitare la propria attività. Esistono due distinte proposte di legge sul tema, che sono ferme da novembre 2014: credo sia importante che qualcuno ponga mano a questa necessità.

La programmazione è un altro concetto che ricorre nelle parole di Bruno Cattaneo.

Bisogna individuare con chiarezza le risorse e le priorità al momento della stesura dei bilanci preventivi, non semplicemente riproporre quanto fatto l’anno precedente. Si tratta di stabilire gli obiettivi primari da raggiungere e fare sì che vengano perseguiti affidandosi alle competenze specifiche di cui disponiamo. La Federazione ideale deve avere una gestione collegiale e non oligarchica, e dev’essere vicina a tutte le proprie componenti: dirigenti, allenatori, arbitri, giocatori. Un altro punto importante è cercare di valorizzare i nostri successi: delle medaglie d’argento di Rio si sono già perse le tracce, invece dovremmo trovare il modo di comunicare alle nostre società e anche all’esterno la bellezza di questo sport.

Cattaneo continua e illustra grosse problematiche per il volley.

Se guardiamo agli impianti c’è da mettersi a piangere: in Italia abbiamo soltanto il Mediolanum Forum e il Palalottomatica sopra i 10.000 posti, mentre in Polonia ce ne sono almeno 15 delle stesse dimensioni o anche superiori, nuovi e bellissimi. Spesso le nostre squadre giocano in impianti piccoli, vecchi e mal tenuti: un problema drammatico per cui forse possiamo fare poco, ma sicuramente un’esigenza fondamentale come questa va quantomeno manifestata, perché senza impianti lo sport non si fa.

Il vicepresidente Fipav candidato alla presidenza ha parlato poi di promozione e valorizzazione del volley in Italia,

La nostra pallavolo dal 1989 a oggi ha fatto cose fantastiche, ottenendo risultati che sarebbero stati impensabili stando alle potenzialità in termini di impiantistica e di normativa. Dobbiamo fare tesoro del grandissimo patrimonio di persone e di appassionati che hanno dato il massimo e continuano a farlo, nonostante le difficoltà e la persistente crisi economica. Tra le attività che organizziamo ci sono eventi meravigliosi come le finali giovanili: dobbiamo valorizzarle e incentivarle per fare in modo che il massimo possibile di utenza venga dirottato sul volley, e per questo occorre un grande impegno nella scuola e nella promozione. Il nostro sport non è facile da praticare, per insegnarlo ci vogliono tempo e passione, ma i risultati alla fine si vedono.

Cattaneo ha concluso il suo intervento sottolineando le motivazioni della propria candidatura.

Voglio essere molto chiaro sul fatto che Carlo Magri è un amico e spero che questa amicizia continui nel tempo: è stato il più grande presidente che la pallavolo italiana abbia avuto e, credo, il più grande appassionato di pallavolo che abbia mai conosciuto. Credo però di aver maturato in tutti questi anni l’esperienza e la conoscenza della “macchina” federale giuste per poter dare qualcosa di diverso rispetto a lui. Non rimpiango nulla degli anni in cui sono stato al suo fianco: vorrei soltanto fare qualcosa in più e che vada nell’interesse della FIPAV. Affronto con grande serenità questo impegno: se dovessi essere eletto, il mio intendimento è quello di restare in carica per un solo mandato di 4 anni, sufficiente per portare avanti le cose che ho in testa e poi lasciare spazio ad altri.

Cattaneo ha poi presentato i due candidati alla carica di Vicepresidente: Giuseppe Manfredi e Adriano Bilato.